Verso Bologna – Inter

 

Parla il neo acquisto dell’Inter, forse il più importante, quello che da qualcosa in più ad una rosa quasi completa.

Cambia l’Inter di Luciano Spalletti?
“Cambiare qualcosa non so. Due partite in tre giorni impongono riflessioni. Magari a centrocampo farò rotazioni”.

Dopo quattro vittorie, cosa succede?
“Succede che ne dobbiamo vincere cinque, sei, sette e sembra facile e invece è il contrario. A Crotone abbiamo fatto fatica. A Bologna sarà dura”. Icardi senza gol, per una volta? “Icardi in area di rigore è un serpente. Non sbaglia. Ma io da lui e da Perisic mi aspetto di più fuori dall’area”. L’Inter di Spalletti si gode la quarta vittoria su 4 partite e rimane in vetta alla classifica con Juventus e Napoli a punteggio pieno, questa squadra sta scoprendo le proprie qualità ed ora dalla sofferta e non del tutto meritata vittoria di Crotone, si passa alla trasferta di Bologna, una partita molto complicata secondo il tecnico nerazzurro. Continua: “Le fatiche di Crotone sono un po’ recuperate, su quel campo le fatiche sono state superiori alla media. Loro hanno avuto più crampi di noi. Io stamane li ho trovati tutti molto adeguati a quelle che sono le esigenze e il momento, ovvero due gare in tre giorni, quindi credo che non avrò problemi”.

Dove e come può migliorare Icardi?
“Beh, mi fa piacere che si parli così. Per una settimana si è fatto e detto di tutto su di loro, dico Icardi e aggiungo Perisic, elogi e quant’altro dopo le loro prodezze. Dopo, diventa difficile fare meglio e andare oltre. Noi abbiamo bisogno di loro e loro hanno bisogno di noi. Icardi, e mi ripeto, dentro l’area di rigore è quasi irripetibile, è serpentesco. Poi se esce dall’area e stana il difensore, è un qualcosa in più che non gli toglie niente rispetto ai suoi numeri da goleador che sono notevoli”.

L’Inter fra le prime tre a punteggio pieno: due mesi fa, chi l’avrebbe detto?!
“Non lo so. E’ bene che la squadra sappia che non siamo così collaudati da inserire il pilota automatico. Dobbiamo procedere curva dopo curva. Il campionato in due parti, le piccole e le grandi, però prendiamo il Crotone: è una squadra che sa dove sta e cosa fare sul campo, ci ha creato difficoltà, loro sono stati bravi e noi altrettanto, magari con qualcosa di personale come ha fatto Handanovic. La Juve ha vinto campionati dietro le parate di Buffon… Noi dobbiamo essere concentrati e consapevoli di stare attenti, reattivi su qualsiasi pallone, su quei tempi sottili che fanno la differenza anche contro le squadre che non sono etichettate come grandi”.

Joao Mario alla Nainggolan: è possibile?
“A me piacciono i centrocampisti che ruotano di continuo. Il centrocampo che ruota non è marcabile, poi è chiaro che ci vuole qualità nel fare le cose e giocare nella zona che conta, ovvero la trequarti avversaria. Bisogna imparare a farlo, le posizione, la postura del corpo, il seguito che si dà alla palla. Con calma, si va avanti con calma. Se qualche volta la prima punta viene incontro va bene, si diventa meno prevedibili, diventiamo una squadra che sa leggere la partita. E in quel ruolo devono entrare anche Candreva, Perisic, Eder lo sa fare benissimo. Joao Mario lo può fare, Gagliardini è uno che fa tanto lavoro e se talvolta sbaglia è anche perché l’ho messo in una posizione che non è troppo consona al suo fisico, però è uno che c’è sempre, è uno che pulisce il campo, si prende una fetta di campo e quella fetta è sua”.

Come si risolvono certe partite che sembrano bloccate?
“Bah, si possono fare tante cose, spesso sono sbagliate: se si va troppo avanti, se si lasciano spazi e gli altri non ti perdonano. Tutti si devono prendere le responsabilità per alleggerire il peso degli altri. Riprendo il discorso di Perisic e Icardi: loro devono stare dentro la squadra, loro non devono solo prendersi il gol e gli elogi. L’Inter l’anno scorso l’ho vista bene, è come se ci fossi stato io”.

Gli scontri diretti quanto peseranno?
“Ora si dà tutto per scontato, cinque-sei-sette partite da vincere e non è facile. Poi ci sono partite che per entusiasmo ed euforia ti danno tanto. Poi è chiaro che le vittorie negli scontri diretti ti danno una certezza in più, l’euforia che non deve essere mai troppa, la fiducia che viene certificata. La vittoria non te la concede nessuno, devi solo meritarla. Ora abbiamo vinto quattro partite, il Bologna viene da sconfitte, ma loro li ho visti contro il Napoli, gli sono saltati addosso, poi è venuto fuori il qualcosa in più del Napoli. Ma è stato difficile. Noi dovremo essere tignosi, non vivere di rendita. Come quando si prendono bei voti e poi studi di meno: e allora cadi. Un errore così non lo accetto”.

Dalbert come procede?
“Il ragazzo ha delle qualità indiscusse, corsa e piede, una fase difensiva fatta di contatto e non solo di posizione. Si fa valere. Noi siamo tranquilli. Dalbert ha fatto la sua parte, magari ha fatto vedere di essere un po’ timoroso, ma in realtà era molto concentrato, forse troppo”.

Cancelo quando torna?
“Il giocatore deve recuperare con calma. Non bisogna correre rischi, se non ci sono necessità è meglio dargli un giorno in più. Noi siamo lì a misurare le cose. Un po’ come Santon: non si rischia niente, prima di tutto la sua incolumità”. Così dopo una gara complicata e non giocata al massimo come quella di Crotone il tecnico risponde alle domande dei giornalisti mentre è intento a preparare una partita altrettanto complicata.